venerdì 18 maggio 2018

Giudici


Rouault

Georges Rouault, Giudici, 1908
Collezione privata

.

.

ADOLFO BURRIEL

I GIUDICI

1908 (di Georges Rouault)

Il sublime fetore della porpora
grottesca,
lì dove risuona la tenebra
amara,
nasce la cripta,
fruscia e biascica
la poderosa sete di vendetta.

lunedì 7 maggio 2018

Tasso nell’ospedale di S.Anna/2

Eugène Delacroix, Tasso nell’ospedale di Sant’Anna, 1839
collezione privata

.

.

CHARLES BAUDELAIRE

SUL “TASSO IN PRIGIONE” DI DELACROIX

Il poeta in galera, trasandato, morboso,
rollando un manoscritto sotto il piede nervoso,
misura d’uno sguardo fiammante di terrore
la scala di vertigine dove affonda il suo cuore.

Il riso inebriante che riempie la prigione
allo strano e all’assurdo invita la ragione;
il Dubbio lo ravvolge, e la Paura immonda,
multiforme e ridicola, dattorno lo circonda.

Questo genio rinchiuso in un antro di miasmi,
queste smorfie, questi urli, quest’orda di fantasmi
che s’ammutina in turbine stipandogli l’udito,

questo fantasticante che l’orrore del sito
risveglia, ecco il tuo emblema, Cuore dai sogni oscuri,
tu, che il Reale soffoca dentro i suoi quattro muri!

venerdì 27 aprile 2018

Il giardino delle delizie


bosch - trittico_giardino_delle_delizie

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie. 1480-1490
Madrid, Museo del Prado

.

.

ALFREDO VEIRAVÉ

HYERONIMUS BOSCH

La mia casa di Resistencia, come Città del Messico o Tenochtitlán,
fu costruita su una laguna subtropicale di erba cavallo e ninfee
e strani uccelli; per questo quando le grandi piogge
tropicali la trasformano in un'arca di Noè si muove sui formicai e sulle acque
e non c'è niente che resta al suo posto in questi movimenti
imprevedibili così credo di aver sbagliato a comprare al
Museo del Prado una riproduzione di dimensione più o meno naturale del 
   Giardino delle delizie

Come non può qui un pittore fiammingo spaventarsi di questi
cambi di realtà se la sua fantasia sa soltanto generare
macchine di mostri divoratori di europei, un bestiario
di simboli carnali nel villaggio di Hertogenbosch!

(da Storia naturale, Sudamericana, Buenos Aires, 1980)

mercoledì 18 aprile 2018

Giove e Semele


Giove e Semele

Gustave Moreau, Giove e Semele, 1895
Parigi, Musée National Gustave Moreau

.

.

MERCEDES ROFFÉ

GIOVE E SEMELE

(G. Moreau)

Non importa quel che vedi
Non importa
che quel che vedi ti accechi
Non importa che sia il mio volto
quel che vedi

Fisso è il mio sguardo su una visione
che solo a me è rivolta

è la mia passione
è la mia cecità

è il mio orrore

(da L’opera fantasma, 2012)



giovedì 5 aprile 2018

Ragazza con l’orecchino di perla / 5


Jan Vermeer, Ragazza con l’orecchino di perla, 1665
L’Aja, Mauritshuis

.

.

JUAN MANUEL ROCA

RAGAZZA CON TURBANTE

Dovrai coprire con veli
La bottiglia di vino porpora,
Gli abiti di raso
Disegnati su altre forme di donna.
Sarai una spia della luce.
Al riparo dai candelabri
La vita è solo un tema,
Uno schizzo dimenticato da Dio
Sulla strada per la casa di Vermeer.
Cameriera instancabile,
Pulirai gli oggetti con un panno
e con una garza la lampada.
Guarderai nuvole eccitate
Sui tetti di Delft,
Nuvole bianche come la tua cuffia di neve
Riflessa nei bicchieri di cristallo.
La musica attraverserà il salone
Cercando la bianchezza dei tuoi piedi.
Nelle botteghe del mare
Un'ostrica intaglia la perla
Che splenderà in un quadro di Vermeer.

lunedì 26 marzo 2018

Gesù nel sepolcro


Teodorico

Maestro Teodorico, Gesù nel sepolcro, 1360 circa

.

.

GREGORY CORSO

ECCE HOMO

Dentro mani e piedi feriti
i frammenti delle precedenti ferite (quasi guarite)
come mandorle nere incastonate
sono una risposta sufficiente:
i chiodi hanno trafitto l'uomo fino a Dio.

La corona di spine (ottima idea!)
e la ferita nel fianco (un'atrocità!)
hanno solo penetrato l'uomo.

Ho visto molti dipinti simili a questo;
le stesse punizioni,
oggetto di prova; ecce signum
la stessa faccia triste;
li ho dimenticati tutti.
Oh Teodorico, gioventù, ambiguità, colpa mia; Ma anche il tuo!
Che dolore! questo è
impossibile da dimenticare.

sabato 17 marzo 2018

La Primavera / 3


Sandro Botticelli, La Primavera, 1482
Firenze, Museo degli Uffizi

.

.

GREGORY CORSO

LA PRIMAVERA DEL BOTTICELLI

Della Primavera nessun segno!
Sentinelle fiorentine
da campanili ghiacciati
cercano un segno –
Lorenzo sogna di destare uccelli azzurri
Ariosto si succhia il pollice.
Michelangelo si siede in mezzo al letto
… destato da nessun mutamento nuovo.
Dante getta indietro il cappuccio di velluto,
i suoi occhi sono profondi e tristi.
Il suo cane danese piange.
Della Primavera nessun segno!
Leonardo misura a passi la sua intollerabile stanza
… arrogante fissa la neve ostinata.
Raffaello entra in un bagno caldo
… i suoi lunghi capelli di seta son secchi
per il poco sole.
Aretino ricorda la Primavera a Milano; la madre,
che ora, su dolci colli milanesi, dorme.
Della Primavera nessun segno! Nessun segno!

Ah, Botticelli apre la porta del suo studio.

lunedì 5 marzo 2018

Tasso nell’ospedale di S.Anna/1


Delacroix Le Tasse Fondation Reinhard

Eugène Delacroix, Tasso nell’ospedale di Sant’Anna, 1839
collezione privata

.

.

FRANCO FORTINI

MONOLOGO DEL TASSO A SANT’ANNA

Grazie a Dio e alla Vergine Santa. Qui non vedo
nessuno, le finestre hanno una inferriata
nuova murata, le porte catenacci
fortissimi anche se sono solo anche se

a evadere neanche penso. Ringrazio
il Signore che mi ha voluto restringere
Mi hanno detto che il Duca vuole concedermi
di vedere persone amiche e di discutere

con loro di letteratura e di cose religiose.
È chiaro che ho paura di parlare e di sapere.
Mi dicono che il mio poema ha successo

e che nei paesi stranieri è letto e cantato.
Il dolore che ho nel petto
sarebbe più terribile quando gli ospiti se ne andassero.

mercoledì 28 febbraio 2018

Lo specchio


Delvaux

Paul Delvaux, Lo specchio, 1936
collezione privata

.

.

JEANNETTE CLARIOND

NUDO ALLO SPECCHIO

Il sargasso azzurro della tua nudità,
le cose tristi davanti allo specchio,
vecchie cose che resistono, nella loro nostalgia,
contro le cose nuove:
le cosce solide delle ragazze,
tratto perfetto di Delvaux.

giovedì 22 febbraio 2018

Blu, verde e marrone


mark-rothko-blue-green-and-brown-1951

Mark Rothko, Blu, verde e marrone, 1951
Washington, National Gallery

.

.

ADOLFO BURRIEL

BLU, VERDE E MARRONE

(1951, di Mark Rothko)

Naufraga qui,
sul lato unico
dell'unico orizzonte,
erompe dall'aria,
consegna l'oscura chiarezza
del sentimento
al dio che irrompe nei sigilli,
invade l'infinito,
lascia che solo un'anima inspiegabile
ponga fine al tuo sguardo.



sabato 10 febbraio 2018

Il poeta sdraiato


The Poet Reclining 1915 Marc Chagall 1887-1985 Purchased 1942 http://www.tate.org.uk/art/work/N05390

Marc Chagall, Il poeta sdraiato, 1915
Londra, Tate Gallery

.

.

JORGE TEILLIER

IL POETA NEL CAMPO

Potremmo anche metterci
in primo piano nel quadro
con la giacca macchiata d'erba
e dal nostro sogno
forse sorgeranno
un cavallo indifferente
una mucca che rumina lenta
una capanna dal tetto di paglia.

Ma
la questione
è che le cose sognano con noi,
e infine non si sa
se siam noi a sognare con il poeta
che sogna il paesaggio,
o se è il paesaggio che sogna con noi
e il poeta
e il pittore.


venerdì 26 gennaio 2018

Paesaggio con la caduta di Icaro / 3


Bruegel,_Pieter_de_Oude_-_De_val_van_icarus_-_hi_res

Pieter Bruegel il Vecchio, “Paesaggio con la caduta di Icaro”
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique

.

.

GUY GOFFETTE

ICARO SI RISOLLEVA, IV

Imbarcarsi senza ritorno, ecco cosa volevano,
gettare gli orologi nel primo giardino di strada
e non avere più che da contemplare il cielo
come il pastore che alza gli occhi

il ragazzo caduto nell’acqua verde. Non abbiamo
che una strada e i nostri piedi non vi possono
niente, pensavano. Icaro è morto, e Bruegel,
e noi stessi, come in marcia verso Ninive,

bocca chiusa, messaggio scordato, cercando
quel che avremmo dovuto dire e a chi parlare,
noi non siamo già più che una traccia
nella notte, la ricaduta di un sogno

tra le rotaie del presente, e che si cancella.

mercoledì 17 gennaio 2018

I giocatori di carte


Cézanne


Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1895
Parigi, Musée d’Orsay

.

.

ANDONIS FOSTIERIS

I GIOCATORI DI CARTE

Li trovo sempre qui. Nel luogo malfamato
(Lo stesso squallido caffè, una bettola)
Con una bottiglia sul tavolo.
Quello a sinistra fuma la pipa. Ma entrambi
Dediti anima e corpo
Alle carte.
Il gioco è appena cominciato. Hanno preso
Le prime carte ed esaminano con cura
La tattica da seguire. Ho notato
Che, freddo o caldo, senz’altro
Indossano giacca e cappello. Ho notato
Soprattutto questo: Non ammettono
Di interrompere la partita per un attimo.
Si dimenticano di mangiare e bere.
Di dormire. Siedono
L’uno di fronte all’altro. Immobili.
E questo da anni, senza posa.
Come si spiega?
Non li cercano le mogli, i figli,
Non hanno casa, lavoro? Mi tormenta
il dubbio. Sospetto
Che qualche trucco inganni la ragione,
Devi avermi giocato un brutto scherzo
Con i tuoi caldi e freddi da capogiro
Nello squallido locale
In cui mi hai trascinato,
In questa bettola
Fumosa,

Signor Cézanne.

giovedì 4 gennaio 2018

Cacciatori nella neve / 2


Pieter Bruegel, Cacciatori nella neve, 1565
Vienna, Kunsthistorisches Museum

.

.

RUTGER KOPLAND

INVERNO DI BRUEGEL

Inverno di Bruegel, colline con cacciatori
e cani, ai loro piedi la valle col villaggio.

Quasi a casa, ma il portamento stanchissimo, i passi
nella neve, un ritorno - sì - ma così lento,
quasi un arresto. Ai loro piedi ingigantisce
la profondità, si fa più ampia e lontana,
finché il paesaggio scompare in un paesaggio
che deve pur esserci, e c'è, ma soltanto

come esiste il desiderio.

Davanti a loro scende a picco un uccello nerissimo.
Derisione per quel faticoso tentativo di ritorno
alla vita laggiù: i bambini coi pattini sullo stagno,
le fattorie con le mogli in attesa e le bestie?

Vola una freccia ridendo al suo bersaglio.